top of page

Quando il sorriso migliora, anche senza la chirurgia: il caso della signora B.

  • 9 lug
  • Tempo di lettura: 2 min

Ogni sorriso racconta una storia.

Quella della signora B. è la storia di una paziente che aveva imparato a convivere con il proprio sorriso, ma c'era un dettaglio che non riusciva più ad accettare: gli incisivi laterali superiori, particolarmente sporgenti... anche durante il sorriso!



Dopo un'attenta visita ortodontica è emerso che il problema non riguardava soltanto la posizione di questi denti. La paziente presentava infatti una retrusione mandibolare, una condizione scheletrica in cui la mandibola è posizionata più indietro rispetto al mascellare superiore. Essendo un'adulta con crescita ormai conclusa, la correzione completa della malocclusione avrebbe richiesto un intervento di chirurgia ortognatica, soluzione che la paziente ha scelto di non intraprendere.


In questi casi è fondamentale individuare il miglior compromesso tra ciò che è idealmente correggibile e ciò che è realmente desiderato e accettato dal paziente.

Dal punto di vista dentale, la sporgenza degli incisivi laterali era infatti solo una parte del problema: l'intero settore anteriore superiore risultava proiettato in avanti proprio come conseguenza della discrepanza scheletrica.

Per ridurre significativamente la protrusione degli incisivi sarebbe stato necessario ricorrere all'estrazione di due premolari superiori. Tuttavia, nel caso della signora B., questa scelta avrebbe potuto determinare un peggioramento del profilo del viso. Inoltre, la paziente era già stata sottoposta in passato all'estrazione dei denti del giudizio superiori.


Dopo aver illustrato con chiarezza tutte le possibili opzioni terapeutiche, insieme ai limiti e ai benefici di ciascuna, è stato deciso di intraprendere un trattamento ortodontico di compenso con Invisalign Comprehensive.


Il trattamento, durato poco più di un anno e mezzo, non aveva l'obiettivo di correggere completamente la malocclusione dento-scheletrica, bensì di migliorarla in modo significativo, rispettando i limiti biologici e le aspettative della paziente.

In ortodonzia il "trattamento ideale" non sempre coincide con il trattamento più adatto alla persona. Ogni piano di cura deve essere costruito su misura, tenendo conto non solo della diagnosi clinica, ma anche delle esigenze, delle aspettative e delle scelte del paziente.


Pur non rappresentando il gold standard terapeutico per questo tipo di malocclusione, il risultato ottenuto ha migliorato l'estetica del sorriso e l'armonia complessiva del volto.


La soddisfazione della signora B. al termine del percorso è stata la conferma che un trattamento ben pianificato può fare la differenza anche quando non è possibile perseguire la correzione ideale.

Perché, alla fine, il successo di una terapia si misura anche dal sorriso con cui il paziente esce dallo studio.



Commenti


Search By Tags
Follow Us
  • Facebook Classic
  • Twitter Classic
  • Google Classic

© 2014 by Studio Odontoiatrico Associato Chiarenza - Magrì. P.IVA 03167620875. Email: chiarenzamagri@libero.it .Vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati.

bottom of page