Un approccio multidisciplinare: trattamento ortodontico-protesico per la Signora G.
- 21 mag
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Il percorso ortodontico della Signora G. nasce da un’esigenza apparentemente semplice: la paziente non gradiva gli spazi presenti tra gli incisivi inferiori.
Dietro quella che poteva sembrare una problematica esclusivamente estetica, però, si nascondeva una situazione più complessa che meritava un attento studio ortodontico e funzionale.
Dall’analisi clinica è emersa una malocclusione scheletrica di prima classe, associata a vestibolarizzazione degli incisivi superiori e inferiori. Gli incisivi inferiori presentavano evidenti diastemi causati principalmente da una postura bassa della lingua e da una deglutizione con spinta linguale sugli incisivi inferiori, alterazione funzionale che nel tempo aveva influenzato anche l’arcata superiore.
La situazione era ulteriormente complicata da precedenti estrazioni dentarie effettuate anni prima.
La paziente aveva infatti perso il 46 (primo molare inferiore destro). Questa assenza aveva determinato l’estrusione del molare superiore antagonista, riducendo notevolmente lo spazio disponibile per una futura riabilitazione protesica, sia essa implantare, fissa o mobile.
Anche a livello del quadrante superiore sinistro la paziente aveva estratto il 26 (primo molare superiore sinistro), con conseguente perdita di spazio e rotazione degli elementi adiacenti 25 e 27.
L’obiettivo del trattamento non era quindi limitarsi alla chiusura dei diastemi inferiori, ma ottenere un miglioramento globale: estetico, funzionale e protesico.
Attraverso un approccio multidisciplinare siamo riusciti a:
migliorare l’estetica del sorriso e delle arcate dentarie;
chiudere i diastemi inferiori;
migliorare la chiusura laterale bilateralmente;
recuperare spazio utile per una futura riabilitazione protesica in sede 46;
migliorare lo spazio implantare in sede 26.
Il tutto nel rispetto dell'estetica della paziente, abbiamo infatti sfruttato l'estetica di un trattamento con Invisalign (light, 9/12 mesi di trattamento).
Per quanto riguarda il futuro impianto in sede 26, è stata pianificata una soluzione implantare di dimensioni più contenute rispetto a quelle di un molare tradizionale, così da evitare una distalizzazione dell’elemento 27 che avrebbe potuto comprometterne la stabilità nel tempo.
Il risultato finale rappresenta perfettamente ciò che intendiamo per odontoiatria moderna: non intervenire soltanto sul sintomo estetico visibile, ma studiare attentamente funzione, equilibrio e prospettive future dell’intera bocca.
Ringraziamo la Signora G. per la fiducia riposta nel nostro approccio multidisciplinare e per aver condiviso con noi questo importante percorso di miglioramento.






















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